Tutto è già passato.

Io che ho nostalgia anche di un minuto fa.

Davo le spalle al guidatore. Non volevo guardare avanti.

Guardavo indietro. Fissavo quello che lasciavo.

Inginocchiato davanti al passato. Me ne stavo lì dietro allo schermo del lunotto posteriore.

La macchina procedeva e io, in soggettiva, mi godevo lo spettacolo di quella carrellata.

Lasciavo dietro amici, tango e supersantos, smemoranda fresche d’autografi, buffe sedute spiritiche improvvisate, notti intorno al fuoco, chitarre maltrattate, zanzare pronte ad attaccare, cuscini con le prove generali dei miei baci, ombrelloni come pali, cavalloni come squali, jukebox tormentati, gettoni freddi con la riga al centro e quella canzone che mi era rimasta dentro.

Quella canzone che faceva da sottofondo a quella carrellata sullo schermo del lunotto posteriore inginocchiato davanti al passato con le spalle al guidatore. Senza guardare avanti.

Io che ho nostalgia anche di un minuto fa.