The end.

Ogni 31 dicembre disegno un’immagine romantica. Due anni solari, come due attori. In un finale. Il 2012 e il 2013 si sfiorano soltanto. Si guardano per un secondo e dentro quell’attimo c’è tutta l’intensità di una vita. Riescono a dirsi di tutto in quel secondo. Tutte le parole che non ti ho detto, le scarpe che avrei voluto tirarti dietro, gli abbracci caldi in cui ti avrei stretto, le carezze rassicuranti, l’odore della pioggia, dell’erba appena tagliata, il libro che non ho scritto, gli orgasmi che non hai letto, l’amore che ci siamo scambiati, le figurine che ancora mi mancano, il bavero rialzato in una notte gelida, la scritta al neon che sta per friggere del tutto.

Mentre tutti mettono sulla bilancia questo 2012 (Va bene così signora? Aggiungo qualche altra fetta? Vuole assaggiare?) io resto con questa immagine. Due amanti che si guardano, si sfiorano con le dita, percorrono tutto il perimetro della schiena e poi, senza guardarsi l’ultima volta, continuano a camminare uno verso il domani l’altro verso ieri.

Perché ieri ci saranno sempre anni e volti da ricordare. Perché ci sarà ancora un altro anno, un altro volto e mille ancora Domani.

Buona notte. Buona vita.

Ale