Si scrive Bruges, si vive Brugge.

– Ma deve piovere sempre?
– Ma vedi che è una cosa tipica. Meglio così sennò non avremmo visto il vero Belgio.
– Mi sa che tu hai vissuto fin troppo la vera birra trappista. Ride.

Mattia e Alice si stringono in un abbraccio tondo sotto il cerchio del loro ombrello appena comprato. Non portano l’ombrello dietro quando viaggiano. Gli ombrelli, come le chiavi e le occasioni, sono fatti per perdersi. E rompersi. Il primo giorno a Bruges è un giorno bagnato. Le strade e le case sono piccole piccole e camminare in due sotto l’ombrello è dura. Si rifugiano in un bar.

– Io lo proverei il piatto tipico di qua. Moules e frites. Guarda il piatto di questi qua. Non sembra male.
– Sì ma sono le quattro e mezza. Prendilo tu, io assaggio.
– Ok. Excuse-moi?

Le cozze e le patatine fritte non sono niente di speciale e la conversazione prende il binario facile del “ma in Italia noi mangiamo troppo bene, è che ce ne rendiamo conto solo quando viaggiamo“. La birra scorre e ne provano di diverse. Bionde, scure, ambrate.

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– Oh Cristiano aveva ragione. Cazzo di titolo che ha buttato! This must…
Beer the place. Sì bello veramente!
– Devo diventare un travel blogger così la prossima volta ci pagano magari per raccontare un posto.
– Ma li vedi quelli sono tifosi del Manchester?
– Brava amour! Si vede che la cura di skysport ti fa bene. L’accarezza orgoglioso.

Il Den Apero in pochi minuti è diventata la curva sud del Club Brugge. Mattia chiede la password per il wi-fi e controlla subito. Stasera c’è il ritorno dei preliminari di Champions League. Brugge è invasa dai red devils. Pacifici e ubriachi. Si siedono al bar di fronte, curva nord. È un momento magico. Mattia e Alice si sentono catapultati in un altro mondo. Tranquilli, leggeri in un’atmosfera complice e football friendly.

Qui in Belgio come in Olanda i negozi e i ristoranti chiudono presto. Alle 18 il suono delle campane della chiesa di Nostra Signora si mixa con il chiudersi delle serrande. Restano i bar non turistici. Restano le due curve. I tifosi annodano le sciarpe e partono verso lo stadio. Restano Mattia e Alice. La camera indugia sulla mano di lui che passa tra i capelli di Alice. La birra, l’atmosfera e quella pioggia leggera che ricomincia a venir giù, incorniciano un bacio che vorrebbe avere la forza del teletrasporto per catapultarli sul letto. L’hotel Leopold è a due passi, l’amore è già lì.

– Certo che sto caffè. Niente proprio.
– Una ciofeca.
– Allora andiamo dalle beghine? Sarà tipo il convento che abbiamo visitato ad Amsterdam.
– Foto per instagram come se piovesse!

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Arriva il direct message di Giulia su instagram. “Fantastico siete a Bruges?! Non puoi non andare ad assaggiare la birra da De Garre. È un locale piccolissimo ma con una selezione di birre da sogno.

La giornata ha già la sua scaletta.

Mattia e Alice sono già fuori, sotto l’ombrello, stretti in un ballo saltapozzanghere.

LINK UTILI (penso):

Il Den Apero
Hotel Leopold
La chiesa di Nostra Signora
Gran kaffee de passage
Convento Beghine
Stamine de Garre
Il post di Cristiano sulle Fiandre (Amoroso Viaggi)