La storia non siamo noi

Ci ho messo un po’ a riprendermi e a mettermi a scrivere sul Foggia Calcio. Dovevo elaborare il ritorno e il lutto del ritorno dei Satanelli. Il logo del Foggia Calcio ha vissuto una storia particolare. Come tante. Qualche anno fa l’abbiamo perso perché i diritti li acquistò uno storico ex presidente del Foggia, che poi ha fondato un altro Foggia. Una storia complicata alla Brooke Logan, ma Beautiful è finito.

Quest’anno scadono i diritti e vanno all’asta. Il nuovo vecchio logo del Foggia Calcio. Il simbolo di tanta storia e di tante leggende torna a casa. Credo sui 30mila euro.
Mi è cresciuta l’attesa su come la solita agenzia del Foggia Calcio elaborasse questo ritorno. Aspettavo di vedere la campagna abbonamenti come si aspetta l’alba.

Poi la tranvata come un tackle da dietro senza che i tuoi compagni di squadra ti possano avvisare Uomooooo!!!

Ci ho messo un po’ a riprendermi. Il medico e il massaggiatore mi hanno rianimato con lo spray magico, un sorso di integratore e negli occhi l’immagine fissa di quei satanelli in 3d, come quando fissi il sole e resti accecato.

Campagna Abbonamenti Foggia Calcio
La questione non è mai se la campagna sia bella o brutta. Il pensiero è sempre se funziona o non funziona. La campagna funzionerà sempre. Figurati se un tifoso non acquista l’abbonamento della sua squadra del cuore. Ha già deciso. Come buona parte delle campagne politiche o sportive, non influisce sulla decisione di acquisto, o di voto. E a differenza delle campagne politiche non ci sono piccole percentuali di indecisi da convincere.

La campagna di comunicazione di una squadra deve solo mantenere la promessa, coinvolgere e rispecchiare il brand positioning. Solo? E ti pare facile?
Non lo è. C’è bisogno di analisi, studio, sondaggi, copy strategy e dopo un po’ si passa all’azione.

[ecko_contrast]Questa campagna è come un tiro in porta dalla difesa senza costruire un’azione avvolgente. Questa campagna è in netto fuorigioco da tutte le logiche dell’advertising.[/ecko_contrast]

Un mio amico quando l’ha vista mi ha scritto su messenger “Ma la storia dov’è?”
Colpito e affondato. La storia, l’incrocio di mille storie, le leggende, i campioni, i sorrisi e i pianti che sono alla base di quei satanelli dove sono?

Così dal magico cilindro della solita mano creativa è venuta fuori l’ennesima phoshoppata dell’anno. La fissazione che tutti gli spazi di un manifesto vadano riempiti. Una foto della curva sullo sfondo, i satanelli in 3d enormi, un copy che non aggiunge nulla, un lettering che rivedibile è un eufemismo. Il tutto con un effetto un po’ grunge/invecchiato/shabbynonchic.

E questo è quanto.
Domenica si torna a Bari.
Si tifa sempre e comunque. #SEMB

(Le campagne abbonamenti mi piacciono così tanto che Questagenzianonhanome mi ha ospitato gentilmente con un post – Le campagne abbonamenti. Tra giochi di parole ed hashtag in fuorigioco.)

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