a Bovino con i Guevara – weekend rivoluzionario

Ci ho messo un sacco a raccogliere le idee, a disfare le valigie, a mettere in ordine i ricordi di un weekend rivoluzionario. Ho trascorso due giorni a Bovino. Il Borgo dei Borghi, per dirla alla Liga, ha un palmares che neanche il Real. Bandiera arancione (Touring), già uno dei borghi più belli d’Italia é arrivato quinto nella classifica del Kilimangiaro.

Ci ho messo un po’ perché ho scritto e accartocciato il foglio word più volte. Come una lettera d’amore che non parte mai come dovrebbe partire. Quando vuoi dire troppo e nel migliore dei modi. Così ho atteso. [ecko_contrast]Bovino mi ha insegnato l’attesa. A me che controllo le analytics e le conversioni ogni ora, che vibra tutto ad ogni notifica, che mi viene un accenno di gastrite se non c’è il wifi (a Bovino c’è). Mi ha insegnato che non succede nulla se mi fermo e magari mi ascolto un po’. Magari.[/ecko_contrast]

residenzaducale-bovino

Non volevo raccontarti Bovino e la Residenza Ducale con una recensione adulatoria. Le recensioni le cerchi su Tripadvisor. Voglio raccontartela con l’amore. Lo stesso che Michele mi ha trasmesso. Un amore intimo e infinito verso il suo paese, la sua terra e la sua storia. Michele e Francesco ci hanno accolto a braccia aperte come il Castello di Bovino.

Un castello di difesa anche se non ama la difesa. Un castello zemaniano. La sua corte è sempre aperta a tutti. Da lì puoi accedere alla Residenza Ducale. Un bed&breakfast nel palazzo che fu dei duchi Guevara di Spagna con un museo diocesano pieno zeppo di storia. Chiamarlo solo bed&breakast mi sembra riduttivo proprio.

Residenza Ducale

Il tempo di lasciare le valigie in una delle fantastiche camere e poi via verso nuove avventure. Michele ci ha accompagnato e raccontato il museo diocesano. Uno storytelling che mi ha colpito perché vero. Ho passeggiato attorno al braccio reliquiario di San Marco del XV secolo, ho sfiorato un calice del XVII secolo, sono stato in religioso silenzio davanti al crocifisso in rame del XIV secolo e alla tela di San Sebastiano attribuita a Mattia Preti.

La storia di questo Palazzo Ducale è una storia tormentata con un romantico happy ending. Quando furono aboliti i diritti feudali i duchi Guevara non se la passarono proprio bene. Il Palazzo era a rischio. É lì che nasce il crowdfunding. Lo ha inventato monsignor Renato Luisi, vescovo di Bovino. Parte per l’America, racconta la storia agli italiani che amavano come lui Bovino, raccoglie i fondi necessari, torna e salva il Castello. Un genio innamorato.

A Bovino la gente è così. Si rimbocca le maniche e la soluzione la trova. Si uniscono le forze anche se sei di un altro rione e si va avanti verso l’obiettivo. É divisa a rioni tipo i paesi della Toscana. Ma non c’è niente in palio. Da qui sono passati Torquato Tasso, Giambattista Marino, Maria Teresa d’Austria e Comunicale si è fatto la barba.

Luigi Scapicchio Barber Shop

Era dal giorno del mio matrimonio che non la facevo. Quattro anni con quel ne lascio sempre un po’ che è fa figo. Poi in una stanza della Residenza Ducale ho visto una poltrona della Koken del 1910. Ho letto Barber Shop di Luigi Scapicchio. Che cosa fantastica.

Grazie all’esperienza di 5 generazioni di barbieri, hanno mixato stili e cultura dei barbieri tradizionali italiani con quella di Barber Shop americani anni ’20. Sono a Chicago o a Bovino?
Il tempo di farmi questa domanda ed ero già seduto comodamente sulla Koken, il rasoio Wade&Butcher del 1860 che mi danzava sul viso e il suono della coramella in cuoio come sottofondo.

Un video pubblicato da Alessandro Piemontese (@comunicale79) in data:

Un trattamento di grooming nel Barber Shop Scapicchio lungo 50 minuti. Panni caldi, panni freddi, prodotti unici come il Martin de Candre savon à raser. Un rituale così affascinante che ha attirato l’attenzione di Proraso (quando i brand ci vedono lungo).

Dopo questa esperienza mistica perdo definitivamente la cognizione del tempo. Meno male che Nicoletta mi sveglia. Visitiamo il Museo Civico Nicastro e mi faccio un’altra dose di storie senza tempo. Concludiamo l’esperienza con una cena a La Cantina di chef Nicola e godo.

Perdo di nuovo la cognizione del tempo e del tasso alcolico. Tanto (ci) guida Michele. Gli spiriti dei duchi Guevara ci aspettano alla Residenza Ducale ma Michele caccia la sorpresa finale dal cilindro. É l’una di notte ed entriamo nella cattedrale di Bovino. Accendiamo le luci in silenzio e restiamo incantati.

Io non credevo che ci fosse così tanta bellezza anche sui Monti Dauni. Non li conoscevo come le cose che hai sempre avuto vicino e non hai mai notato. Dopo la giornata a Troia con Igersfoggia ho scoperto Bovino e la Residenza Ducale.

Come alla fine di un programma tv vorresti ringraziare tutti e non dimenticare nessuno. Ma non sono bravo e puntuale come Alessandro Cattelan. Avrei dovuto portare una valigia vuota non per i gadget, come quando vai all’estero, ma per fare spazio a questo weekend rivoluzionario con i Guevara nel borgo dei borghi.

Hasta lo storytelling. Siempre.